Come leggere la marcatura su un imballaggio a norma

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La marcatura degli imballaggi per merci pericolose è il codice che inizia con il simbolo UN. Indica tipo di imballaggio, materiale, gruppi di pericolo ammessi, limiti di peso o densità, anno e Paese di omologazione, e si legge da sinistra a destra.

Chi spedisce prodotti chimici, vernici, batterie o altri articoli regolamentati trova questo codice stampato su scatole, fusti e taniche. Saperlo interpretare permette di capire se un imballaggio può contenere una certa merce e di evitare blocchi in fase di accettazione, contestazioni durante i controlli e rischi per chi maneggia il collo.

Cos’è la marcatura degli imballaggi per merci pericolose

La marcatura UN è una sequenza di simboli, lettere e numeri che certifica che il modello di imballaggio ha superato le prove di omologazione previste dalle Raccomandazioni delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose. Le prove simulano le sollecitazioni reali del viaggio: caduta, impilamento, tenuta e, per i liquidi, pressione idraulica.

Il codice viene apposto dal produttore dell’imballaggio, non da chi spedisce. La struttura è la stessa in tutti i regolamenti modali: ADR per la strada, RID per la ferrovia, ADN per le vie navigabili interne, Codice IMDG per il mare e IATA DGR per l’aereo. Una scatola omologata in Germania, quindi, si legge allo stesso modo in Italia o negli Stati Uniti.

La marcatura di omologazione va distinta dalle marcature del collo. La prima descrive l’imballaggio vuoto e le prestazioni dimostrate durante le prove. Le seconde, come il numero ONU della sostanza e le etichette di pericolo, descrivono il contenuto e sono responsabilità dello speditore, che deve prima stabilire quando una merce è considerata pericolosa.

Un chiarimento evita molti errori.

La marcatura attesta che l’imballaggio è conforme a un prototipo provato con successo, ma non dice da sola se è adatto a una specifica sostanza. Per saperlo occorre confrontare il codice con le istruzioni di imballaggio che la normativa assegna a quella merce.

Marcatura UN ed etichettatura ambientale: due codici diversi

Sullo stesso imballaggio possono comparire due sistemi di codici con funzioni del tutto diverse. La marcatura UN riguarda la sicurezza del trasporto e compare solo sugli imballaggi omologati per merci pericolose. L’etichettatura ambientale, obbligatoria in Italia per gli imballaggi immessi sul mercato in base al D.Lgs. 116/2020, serve invece a orientare il consumatore nella raccolta differenziata.

I codici ambientali identificano il materiale con sigle alfanumeriche definite dalla Decisione 97/129/CE, come PAP 20 per il cartone ondulato o PET 1 per il polietilene tereftalato. Queste sigle non forniscono alcuna informazione sulla resistenza dell’imballaggio o sulla sua idoneità al trasporto di sostanze pericolose.

Una scatola di cartone omologata può quindi riportare entrambi i codici: la sigla 4G nella marcatura UN e la sigla PAP 20 nell’etichetta ambientale. Si tratta di informazioni indipendenti, da leggere con criteri diversi.

Come si legge il codice UN, elemento per elemento

Il codice UN si legge da sinistra a destra, seguendo un ordine fisso stabilito dalla normativa, con gli elementi separati da barre oblique o da spazi. Ogni posizione ha un significato preciso e la sequenza cambia leggermente tra imballaggi per liquidi e imballaggi per solidi o per imballaggi interni.

Gli elementi si susseguono in questo ordine:

  1. simbolo delle Nazioni Unite per gli imballaggi, le lettere “u” e “n” racchiuse in un cerchio;
  2. codice del tipo di imballaggio, per esempio 4G o 1A1;
  3. lettera del gruppo di imballaggio, cioè X, Y oppure Z;
  4. densità relativa per i liquidi, oppure massa lorda massima per i solidi;
  5. pressione di prova in kPa per i liquidi, oppure lettera S per i solidi;
  6. ultime due cifre dell’anno di fabbricazione;
  7. sigla dello Stato che ha autorizzato la marcatura;
  8. nome del produttore o codice identificativo assegnato dall’autorità competente.

Sugli imballaggi metallici con marcatura in rilievo, il simbolo può essere sostituito dalle lettere “UN”. Questa struttura vale per gli imballaggi semplici e combinati più diffusi. Per i grandi contenitori intermedi, chiamati IBC, la sequenza include anche dati aggiuntivi come il carico di impilamento, ma il principio di lettura resta lo stesso.

Simbolo UN e codice del tipo di imballaggio

Dopo il simbolo UN compare il codice del tipo di imballaggio, composto da due o tre caratteri. Il primo è un numero che indica la forma, la lettera successiva indica il materiale, l’eventuale numero finale indica una categoria all’interno dello stesso tipo.

CifraTipo di imballaggio
1Fusto
3Tanica
4Cassa o scatola
5Sacco
6Imballaggio composito
0Imballaggio metallico leggero (Valido solo per il trasporto stradale, vietato per trasporto marittimo o aereo)

 

LetteraMateriale
AAcciaio
BAlluminio
CLegno naturale
DLegno compensato
FLegno ricostituito
GCartone
HMateria plastica
LTessuto
MCarta multistrato
NMetallo diverso da acciaio o alluminio
PVetro, porcellana o gres

Il numero finale distingue le varianti. Per fusti e taniche, 1 indica il coperchio non amovibile e 2 il coperchio amovibile: 1A1 è quindi un fusto di acciaio con coperchio non amovibile, 3H2 una tanica di plastica con coperchio amovibile.

Negli imballaggi compositi compaiono due lettere maiuscole. La prima indica il materiale del recipiente interno, la seconda quello dell’imballaggio esterno: 6HA1 identifica un recipiente di plastica inserito in un fusto di acciaio.

Le lettere X, Y e Z e il gruppo di imballaggio

La lettera dopo il codice del tipo indica per quali gruppi di imballaggio il modello ha superato le prove. Il gruppo di imballaggio, in inglese packing group, classifica le sostanze in base al grado di pericolo: gruppo I per il pericolo elevato, gruppo II per il pericolo medio, gruppo III per il pericolo basso.

LetteraGruppi di imballaggio ammessiLivello di pericolo coperto
XI, II e IIIElevato, medio e basso
YII e IIIMedio e basso
ZSolo IIIBasso

La regola di lettura è lineare: un imballaggio provato per un livello più severo copre anche i livelli inferiori, mai il contrario. Una scatola marcata X può contenere una sostanza del gruppo II, mentre una scatola marcata Z non può essere usata per sostanze del gruppo I o II.

Il gruppo di imballaggio della merce si ricava dalla sezione 14 della scheda di dati di sicurezza e dall’elenco delle merci pericolose del regolamento applicabile, insieme alla classe di pericolo. Per orientarsi tra le classi è utile la guida alle classi di pericolo delle merci pericolose.

Densità, pressione, massa lorda e lettera S

Gli elementi che seguono la lettera X, Y o Z cambiano a seconda che l’imballaggio sia destinato a liquidi oppure a solidi e imballaggi interni. È il passaggio in cui si commettono più errori di lettura.

Negli imballaggi semplici per liquidi, come fusti e taniche, la lettera è seguita dalla densità relativa massima, arrotondata al primo decimale, e poi dalla pressione della prova idraulica in kilopascal. Il codice 1A1/Y1.4/150 indica un fusto provato con liquidi di densità fino a 1,4 e a una pressione di 150 kPa. Se la densità non supera 1,2, il valore può essere omesso.

Negli imballaggi per solidi e negli imballaggi combinati, la lettera è seguita dalla massa lorda massima in chilogrammi e dalla lettera S. Il codice 4G/Y145/S indica una scatola di cartone che può portare un peso lordo massimo di 145 kg.

La lettera S non significa che la scatola possa contenere solo polveri o granuli. In un imballaggio combinato può ospitare anche recipienti interni con liquidi, a seconda di come è stata testata durante l’omologazione.

La normativa prevede inoltre una tolleranza: un imballaggio provato per il gruppo I con densità 1,2 può essere usato per sostanze del gruppo II con densità fino a 1,8 o del gruppo III fino a 2,7, purché i criteri di prova risultino soddisfatti anche con la densità maggiore.

Anno di fabbricazione, Stato e produttore

La parte finale del codice identifica quando e dove l’imballaggio è stato prodotto e omologato. Le due cifre dopo la pressione o dopo la lettera S indicano l’anno di fabbricazione: 25 corrisponde al 2025.

Per i fusti e le taniche di plastica, codici 1H1, 1H2, 3H1 and 3H2, è richiesto anche il mese di fabbricazione. Di solito è stampato vicino alla marcatura con un simbolo a forma di orologio, la cui freccia punta al mese. Il dato serve a calcolare il periodo di utilizzo ammesso per questi imballaggi (pari a 5 anni dalla produzione)

Segue la sigla dello Stato che ha autorizzato la marcatura, espressa con il contrassegno automobilistico internazionale: I per l’Italia, D per la Germania, NL per i Paesi Bassi. L’ultimo elemento è il nome del produttore o un codice di identificazione assegnato dall’autorità competente, che permette di risalire al certificato di omologazione.

Esempi di codici letti per intero

Il modo più rapido per imparare a leggere la marcatura è scomporre alcuni codici, separando ogni elemento. Gli esempi della tabella riprendono le sequenze riportate nei testi come il manuale ADR, l’IMDG Code e il manuale IATA e coprono i casi più comuni: scatola di cartone, fusto di acciaio per liquidi e per solidi, imballaggio ricondizionato e imballaggio di soccorso, oltre a un IBC.

Accanto agli elementi base possono comparire lettere aggiuntive, subito dopo il codice del tipo di imballaggio. La lettera V identifica un imballaggio speciale che può contenere imballaggi interni di qualsiasi natura, in quanto testato nella maniera più restrittiva possibile, da usarsi seguendo condizioni precise. La lettera W indica un imballaggio dello stesso tipo, costruito secondo una specifica diversa ma riconosciuta equivalente. La lettera T indica un imballaggio di soccorso, usato per contenere colli danneggiati o che perdono.

Gli imballaggi ricondizionati riportano una seconda serie di dati: lo Stato, il ricondizionatore, l’anno di ricondizionamento e la lettera R. Se l’imballaggio ha superato anche la prova di tenuta, alla R si aggiunge la lettera L.

CodiceCome si legge
4G/Y145/S/02/NL/VL823Scatola di cartone, gruppi II e III, massa lorda fino a 145 kg, per solidi o imballaggi interni, fabbricata nel 2002, marcatura autorizzata nei Paesi Bassi, produttore VL823
1A1/Y1.4/150/98/NL/VL824Fusto di acciaio con coperchio non amovibile, gruppi II e III, liquidi con densità fino a 1,4, prova idraulica a 150 kPa, fabbricato nel 1998
1A2/Y150/S/01/NL/VL825Fusto di acciaio con coperchio amovibile, gruppi II e III, massa lorda fino a 150 kg, per solidi o imballaggi interni, fabbricato nel 2001
4HW/Y136/S/98/NL/VL826Cassa di plastica costruita secondo una specifica equivalente, gruppi II e III, massa lorda fino a 136 kg
1A1/Y1.4/150/97/NL/RB/01 RLFusto di acciaio ricondizionato nei Paesi Bassi dal ricondizionatore RB nel 2001, con prova di tenuta superata
1A2T/Y300/S/01/USA/abcImballaggio di soccorso in acciaio con coperchio amovibile, massa lorda fino a 300 kg, marcatura autorizzata negli Stati Uniti
11HA1/X/05 25/DIBC composito per solidi, caricato e scaricato per gravità, con recipiente in plastica rigida e struttura esterna in acciaio, gruppi I, II e III, fabbricato a maggio 2025 in Germania

Quando il codice non è chiaro o la merce richiede verifiche specifiche, il personale di UN Service può affiancare l’azienda nella scelta dell’imballaggio e nel confezionamento delle merci pericolose, all’interno dei servizi di imballaggio e trasporto.

Dove si trova il codice e quali requisiti deve rispettare

La marcatura UN deve essere durevole, leggibile e collocata in una posizione ben visibile dell’imballaggio. Sulle scatole di cartone è di solito stampata su un fianco, mentre su fusti e taniche è spesso impressa o stampata sul corpo, sul coperchio o sul fondo.

Le normative ADR, IMO, IATA fissano un’altezza minima per le marcature fra le quali abbiamo la sigla di omologazione e i numeri UN: 12 mm per gli imballaggi di capacità superiore a 30 litri o 30 kg, 6 mm per quelli fino a 30 litri o 30 kg, una misura adeguata e leggibile per quelli fino a 5 litri o 5 kg.

Per i colli con massa lorda superiore a 30 kg, la marcatura o un suo duplicato deve comparire sulla parte superiore o su un lato, così da restare leggibile anche quando i colli sono impilati.

Gli imballaggi in plastica hanno un limite di utilizzo. Fusti, taniche e IBC in plastica possono essere impiegati di norma entro cinque anni dalla data di fabbricazione, salvo diversa autorizzazione dell’autorità competente. Per questo anno e mese stampati sul codice vanno controllati prima di ogni spedizione.

Le altre marcature sul collo: numero ONU, etichette e marchi speciali

Oltre al codice di omologazione, un collo di merci pericolose pronto per la spedizione riporta le marcature applicate dallo speditore, che descrivono il contenuto. Sono dati diversi dalla marcatura UN e vengono confusi con frequenza.

L’elemento principale è il numero ONU: quattro cifre precedute dalla sigla UN che identificano la sostanza o l’articolo, come UN 1203 per la benzina. Non va scambiato con il codice dell’imballaggio, anche se entrambi iniziano con le stesse lettere. Per il numero ONU valgono le stesse altezze minime previste per la marcatura di omologazione.

Accanto al numero ONU, a seconda della merce, possono essere richiesti altri segni:

  • le etichette di pericolo, quadrati posti su un vertice che indicano la classe;
  • il marchio per le materie pericolose per l’ambiente, con un pesce e un albero;
  • il marchio delle quantità limitate, un rombo con i vertici superiore e inferiore neri;
  • il marchio per le batterie al litio, quando previsto dalla normativa;
  • le frecce di orientamento sugli imballaggi combinati che contengono liquidi.

Nel trasporto aereo il collo deve indicare anche la denominazione ufficiale di trasporto e i nomi e gli indirizzi di mittente e destinatario. Le scritte vanno in inglese, con l’eventuale aggiunta della lingua richiesta dallo Stato.

Un collo privo di queste marcature, o con marcature incomplete, rientra tra le situazioni a rischio descritte nella guida alle merci pericolose non dichiarate.

Come usare il codice per scegliere l’imballaggio giusto

Il codice UN serve a verificare se un imballaggio è compatibile con la merce da spedire. Il controllo parte sempre dalla normativa della modalità di trasporto: in ciascuna normativa ADR, IMO, IATA c’è una tabella con l’elenco numerico o alfabetico delle merci pericolose, nella stessa tabella si trova il numero delle istruzioni di imballaggio.

Con questi dati, la verifica sul codice segue alcuni passaggi:

  1. controllare che il tipo di imballaggio, come 4G o 1A1, sia ammesso dall’istruzione di imballaggio;
  2. verificare che la lettera X, Y o Z copra il gruppo di imballaggio della sostanza;
  3. per i liquidi in imballaggi semplici, confrontare densità e pressione con le caratteristiche del prodotto;
  4. per solidi e imballaggi combinati, verificare che il collo pronto non superi la massa lorda indicata;
  5. per la plastica, controllare anno e mese di fabbricazione rispetto al periodo di utilizzo.

Quando la marcatura non riporta tutti i dettagli, la normativa rimanda al certificato o al rapporto di prova rilasciato dall’organismo che ha omologato il prototipo.

Negli imballaggi combinati vanno rispettate anche le istruzioni del produttore: tipo e numero di imballaggi interni, materiale di riempimento, sistema di chiusura. Un imballaggio montato diversamente dal prototipo provato perde la propria conformità, anche se la marcatura stampata resta corretta.

Gli errori più frequenti riguardano l’uso di imballaggi marcati Z per sostanze del gruppo II, il superamento della massa lorda, l’impiego di taniche in plastica oltre i cinque anni e la confusione tra numero ONU e codice di omologazione.

UN Service si occupa di imballaggio, messa in sicurezza e spedizione di merci pericolose via strada, ferrovia, mare e aereo, oltre che di documentazione di trasporto e formazione degli addetti. Per verificare la scelta dell’imballaggio o organizzare una spedizione conforme è possibile contattare il team di UN Service.

Domande frequenti

Cosa significa la lettera S nel codice UN di un imballaggio?

La lettera S indica che l’imballaggio è stato omologato per il trasporto di solidi o di imballaggi interni. È preceduta dalla massa lorda massima in chilogrammi usata nelle prove. In un imballaggio combinato marcato S possono viaggiare anche recipienti interni con liquidi, se il certificato di omologazione lo consente.

Qual è la differenza tra numero ONU e codice di omologazione?

Il numero ONU è un codice di quattro cifre preceduto da UN che identifica la sostanza trasportata, per esempio UN 1203 per la benzina, ed è applicato dallo speditore. Il codice di omologazione descrive invece l’imballaggio vuoto e le prove superate, ed è apposto dal produttore dell’imballaggio.

Cosa indicano le lettere X, Y e Z sugli imballaggi?

Le lettere X, Y e Z indicano i gruppi di imballaggio per cui il modello ha superato le prove. X copre i gruppi I, II e III, Y i gruppi II e III, Z soltanto il gruppo III. Un imballaggio omologato per un livello più severo può essere usato anche per quelli inferiori.

Per quanto tempo si può usare una tanica in plastica omologata?

Secondo le normative ADR, IMO, IATA, fusti, taniche e IBC in plastica si possono utilizzare di norma per cinque anni dalla data di fabbricazione, salvo diversa autorizzazione dell’autorità competente. Anno e mese si leggono nella marcatura: l’anno compare con due cifre, il mese spesso con un simbolo a forma di orologio stampato accanto al codice.

Dove si trova la marcatura UN su una scatola o un fusto?

La marcatura deve essere durevole, leggibile e ben visibile. Sulle scatole di cartone si trova di solito su un fianco, sui fusti e sulle taniche sul corpo, sul coperchio o sul fondo. Per i colli con massa lorda superiore a 30 kg deve comparire sulla parte superiore o su un lato.

Un imballaggio omologato UN può contenere qualsiasi merce pericolosa?

No. La marcatura attesta che l’imballaggio è conforme a un prototipo provato, ma non che sia adatto a ogni sostanza. Occorre verificare che tipo di imballaggio, gruppo di pericolo, densità o massa lorda corrispondano all’istruzione di imballaggio prevista per quella merce dalla normativa del trasporto utilizzato.